Promosso da Articoloquattro nasce a Milano il Tavolo Permanente per il Lavoro

Giovedì 7 luglio alle 21 presso lo Spazio Melampo di via Tenca 7 a Milano, si è tenuto il primo incontro del Tavolo Permanente per il lavoro a Milano. Un grazie a tutti gli intervenuti, in particolare a Lillo Garlisi, editore e titolare dello spazio, che ha messo a disposizione i locali. Buona partecipazione, compatibilmente con gli altri eventi in giro e la partita Francia-Germania. Ma ciò che conta di più è che per la prima volta lavoratori autonomi e dipendenti, liberi professionisti, giornalisti, precari, piccoli imprenditori, sindacalisti ed esponenti del mondo della cultura si siedono a un tavolo e riconoscono che il problema lavoro riguarda tutti i lavoratori, senza distinzioni di categoria. Che ora basta guardare solo al proprio orto e basta farsi le scarpe. Che ora basta lamentarsi, lo abbiamo fatto per decenni e non ci ha portato a nulla. Che gli anni ’70 sono finiti e gli stereoitipi dell’autonomo evasore e del dipendente nullafacente sono solo demagogia. Il mondo è cambiato e la crisi non è affatto finita. Adesso, subito, è necessario trovare insieme soluzioni partendo dalla società civile a Milano, capitale economica d’Italia. Tanta voglia di tutti i partecipanti di intervenire, analizzare, proporre, conoscersi, capire cosa abbiamo in comune e che sinergie possono essere applicate e come strutturare le prossime riunioni di un percorso che durerà cinque anni. Sarà un bel viaggio proattivo con l’obiettivo di formulare progetti sostenibili per creare lavoro, mettendo in campo tutte le conoscenze, le professionalità e le competenze che certo non mancano in questa città. Appena pronto il filmato pubblicheremo gli interventi più significativi dei partecipanti. Questo tavolo è la dimostrazione che quando un problema esiste, non serve nascondersi ma affrontarlo insieme rimboccandosi le maniche. Ci vedremo a settembre per il secondo incontro. E auspichiamo di essere ancora di più. Perché al lavoro a Milano ci teniamo, ma vogliamo costruirlo per tutti, giovani e anziani, vero e ben pagato. Perché le opportunità ci sono. Basta coglierle e creare sinergie, trasmissione del sapere fra generazioni con competenza e professionalità.
Vorremmo che oltre a quelle emerse ieri sera, emergessero anche altre candidature che si rendano disponibili a formare, assieme all’associazione Articoloquattro, promotrice di questa iniziativa, un coordinamento di questo tavolo.
Le competenze necessarie allo sviluppo dei progetti sono:
1.    Problematiche del lavoro autonomo
2.    Problematiche del lavoro subordinato
3.    Aspetti legali
4.    Aspetti fiscali
5.    Economia
6.    Commercio
7.    Associazionismo
8.    Welfare
9.    Formazione
10.    Ricerca di sponsor, fund-raising
11.    Tutela dell’ambiente

Chi fosse interessato a partecipare al prossimo incontro o a presentare candidatura per il coordinamento prenda contatto con il presidente dell’Associazione Articoloquattro, Giulio Trevisani scrivendo a: presidente@articoloquattro.org

Stay tuned.

https://www.facebook.com/events/1723979394543061/

Questo è il mercato, bellezza!

L’appuntamento è per Martedì 12 aprile a Milano in via D’annunzio 15 – Aula Magna del Comune di Milano Settore Formazione e Lavoro dalle 17 alle 20. Tre ore di dibattito e proposte per professionisti, artigiani, commercianti. Il popolo delle partite ha pagato duramente la crisi economica che stiamo ancora vivendo. L’Sos delle partite iva è stato raccolto a Milano dall’Associazione Articoloquattro che denuncia una situazione diventata insostenibile per moltissime persone e la necessità di dare risposte immediate al disagio. Denuncia e proposte dunque, attraverso tre progetti (di cui due realizzati) che si pongono l’obiettivo di rispondere alle esigenze di rilanciare il lavoro professionale tenendo conto dei cambiamenti epocali che stiamo vivendo. Si può fare anche senza dimenticare la dimensione solidale e la possibilità di costruire reti di professionisti che accedano al mercato. I tre progetti sono:

– REWORK una rete innovativa di lavoro indipendente.

AscoltaMI, gli sportelli di primo supporto, già aperti in diversi consigli di zona,

Le cittadelle del lavoro, un progetto da sviluppare in collaborazione tra pubblico e privato per lo sviluppo turistico e delle professioni e degli artigiani sul territorio.

 

“Articoloquattro”, in concomitanza con le elezioni del Sindaco di Milano, fa appello ai candidati in campo affinché inseriscano nei loro programmi risposte a queste esigenze portando il proprio contributo di proposte. E’ una necessità fondamentale per quella fascia di popolazione che in passato ha contribuito sostanzialmente al benessere e allo sviluppo di Milano.

 

LA TAVOLA ROTONDA – I PARTECIPANTI

12 aprile 2016 17:00 – 20:00 Settore Lavoro e Formazione Via D’Annunzio, 15 Aula Magna del Comune Settore Formazione e Lavoro

Partecipano: Cristina Tajani, Assessore Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Università e Ricerca, Giulio Trevisani, Presidente Articoloquattro, Prof. Alessandro Santoro, economista, Dr. Ernesto Carlo Maria Rimoldi, Vice Presidente ANCOT, Dr. Filippo Barberis, Consigliere Metropolitano, Dott.ssa Laura Specchio, Vice Presidente della Consulta degli Ordini, Collegi e Associazioni professionali Regione Lombardia, Dr. Luigi Pagliuca, Commercialista, Consigliere Comunale Duccio Monnini, Articoloquattro, Direttore Rework 3.0

Modera: Dario Tiengo, Direttore de www.giornalepartiteiva.it

Rework 3.0 lancia una campagna di solidarietà rivolta agli esercenti di Milano

Rework 3.0, solidale con gli esercenti di Milano in questo periodo di crisi, lancia un’iniziativa promozionale sulla comunicazione. Il particolare modello di lavoro di rete di Rework 3.0 permette alla committenza di risparmiare dal 30% al 50% sui costi di comunicazione, senza generare lavoro sottopagato. Un vantaggio reale e concreto per chi commissiona e per chi fornisce comunicazione. L’infografica mostra un semplice esempio basato su un’investimento ipotetico di 3.000 euro in materiali stampa o annunci radio che prevede ovviamente un costo di studio e realizzazione di tali materiali da parte di un’agenzia di pubblicità. Ma la rete, come un’agenzia, offre il coordinamento di tutte le professionalità necessarie a realizzarlo ad un costo infinitamente più concorrenziale. Il motivo è semplice: Rework 3.0, essendo una rete libera non applica alcun margine di profitto sui lavori dei propri professionisti. comparazione-300x218.jpg Operazioni promozionali sul quartiere, cartelli vetrina, servizi fotografici, annunci stampa e radio, organizzazione di eventi, tutto realizzato con la garanzia della massima competenza e puntualità. Lavorare con Rework 3.0 inoltre vi dà la possibilità di diventare un Cliente Etico ed usare questo marchio nella propria comunicazione. L’unico certificato che non si compra, ma si guadagna sul campo onestamente. Esercenti e professionisti, uniamo le forze per far ripartire il lavoro a Milano!

Una mostra d’arte a sostegno di Articoloquattro

Dal 4 al 14 settembre 2015, presso lo spazio Seicentro A. Fois in via Savona 99 a Milano, l’Associazione di promozione sociale Articoloquattro propone un’iniziativa che si articola fra poesia e pittura. Adelio Rigamonti, propone un felice mix tra arte e poesia dal titolo “Con l’aria che tira, ci tocca campar di poesia…” nel corso del quale, oltre alle sue opere pittoriche, sarà possibile assistere a reading poetici dello stesso Rigamonti e di Giancarlo Majorino, il grande poeta che risiede in zona 6. Duccio Monnini contemporaneamente presenta una mostra di acrilici su tela e grafiche su carta dal titolo “Spazi vitali”. Durante il periodo della mostra vi sarà anche un incontro con la cittadinanza per illustrare le attività dell’Associazione sul territorio. L’inaugurazione con rinfresco si terrà venerdì 4 settembre 2015 dalle h. 18 in poi. L’ingresso è libero.

Rework 3.0: un nuovo modello di lavoro indipendente

RW_14:09:14Rework 3.0 di nuovo a confronto con il pubblico alla Festa dell’Unità 2014 al Carroponte: domenica 14 settembre alle 19,00 allo spazio libreria, si terrà il dibattito “Rework 3.0: un nuovo modello di lavoro indipendente”. Presenteranno la nuova rete solidale Giulio Trevisani, Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Articoloquattro, garante etica del progetto, Duccio Monnini, Direttore di Rework 3.0 e Marco De Allegri, esperto di politiche professionali. Nel corso del dibattito ci sarà un intervento di Cesare Castelli, Presidente di Milano Makers. Un incontro di sicuro interesse per chi svolge la libera professione a Milano, capitale della comunicazione e del design, ma anche un’opportunità per conoscere meglio le nuove tendenze di un mondo in evoluzione rapida e scoprire che all’interno di esso, a dispetto degli stereotipi e dei pregiudizi che definiscono il lavoro indipendente, vi sono idee nuove e modelli innovativi per un futuro sostenibile.

Rework 3.0: dalla strutturazione all’operatività.

Settembre incomincia ricco di eventi per il nostro network: Rework 3.0 si racconta al pubblico sabato 13 settembre alle 15,30 nell’ambito di “A Sud di SEL”, festa organizzata dai circoli di SEL delle zone 4, 5 e 6 di Milano. Nel bellissimo spazio coperto ristrutturato della Cascina di via della Chiesa Rossa 55, si terrà una presentazione dell’innovativo progetto di rete solidale di lavoro indipendente dal titolo “Rework 3.0: la solidarietà come nuovo modello per il lavoro indipendente”. Poi di nuovo a confronto con il pubblico domenica 14 settembre alla Festa dell’Unità 2014 al Carroponte: alle 19,00 allo spazio libreria, si terrà il dibattito “Rework 3.0: un nuovo modello di lavoro indipendente”. Dopo le presentazioni è sempre previsto spazio per le domande del pubblico. In entrambi gli eventi interverranno Giulio Trevisani, Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Articoloquattro, garante etica del progetto, Duccio Monnini, Direttore di Rework 3.0 e Marco De Allegri, esperto di politiche professionali. Appuntamenti che ogni libero professionista che oggi si trova fare i conti con la crisi non dovrebbe perdere per conoscere meglio il nostro progetto. Un’occasione inoltre per capire in che direzione sta andando il mondo del lavoro autonomo, troppo spesso definito attraverso stereotipi e pregiudizi, invece in grado di produrre idee, innovazione e lavoro sostenibile.

Rework 3.0: la solidarietà come nuovo modello per il lavoro indipendente

10658307_10203621616354460_5840488_oRework 3.0 si racconta al pubblico sabato 13 settembre alle 15,30 nel corso di “A Sud di SEL”, festa organizzata dai circoli di SEL delle zone 4, 5 e 6 di Milano. Nel bellissimo spazio coperto ristrutturato della Cascina di via della Chiesa Rossa 55, si terrà una presentazione dell’innovativo progetto di rete solidale di lavoro indipendente che passa adesso dalla fase di costruzione e strutturazione a quella operativa, dal titolo “Rework 3.0: la solidarietà come nuovo modello per il lavoro indipendente”. Dopo la presentazione è previsto spazio per le domande del pubblico. Interverranno Giulio Trevisani, Presidente dell’Associazione di Promozione Sociale Articoloquattro, garante etica del progetto, Duccio Monnini, Direttore di Rework 3.0 e Marco De Allegri, esperto di politiche professionali. Un incontro che ogni libero professionista non dovrebbe perdere per conoscere meglio il nostro progetto. Un’occasione inoltre per capire in che direzione sta andando il mondo del lavoro autonomo, troppo spesso definito attraverso stereotipi e pregiudizi.

Mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini impegnati possa cambiare il mondo.

Da tempo ero convinto dell’utilità di un network di conoscenze per affrontare la crisi e creare un nuovo modo di lavorare. Scoprire che stava nascendo l’idea ancora embrionale di una rete di professionisti che volevano cooperare in forma solidale mi aveva incuriosito. Incontrare Duccio e Giulio al di fuori del progetto di Articolo 4 e confrontarsi con il loro entusiasmo mi ha convinto subito a provarci. La prima assemblea dei reworker è inizialmente rappresentabile come un curioso gruppo di personaggi eterogenei che non si erano mai visti prima, che hanno passato qualche minuto a scrutarsi ma che, in breve tempo, hanno capito che c’era un sentire comune e hanno cominciato ad elaborare un disegno sull’embrione dell’idea. Già durante quel primo incontro si è avvertito lo sforzo di voler creare un nuovo modo di lavorare dando vita ad un network di lavoro indipendente, solidale, democratico , autogestito e replicabile sul territorio. In breve tempo si sono aggiunti altri, ci siamo strutturati in gruppi tematici per tipologia di professione ed abbiamo cominciato a coordinarci e darci un’agenda, determinati a raggiungere gli obiettivi prefissati. Così è diventato accettabile quel volontariato attivo che è stato necessario nel periodo di start up, eliminando gli impegni verso terzi per reperire a costo zero le risorse necessarie a coprire i costi relativi a questa fase. I professionisti, ma soprattutto le persone, che non si conoscevano, hanno letteralmente fatto a gara per conferire le proprie competenze, utili a sviluppare i materiali e gli strumenti di comunicazione per far conoscere il progetto, hanno condiviso la struttura di Rework 3.0, hanno partecipato ai gruppi di lavoro, hanno aperto un confronto con la pubblica amministrazione , hanno iniziato a confrontarsi con altre realtà territoriali diverse da Milano e con altre realtà che stanno immaginando risposte alla crisi del lavoro autonomo. Quanti passi da gigante in così pochi mesi. Certo lo hanno fatto con difficoltà e confronti anche molto accesi (signori, aspetto qualche candidatura di figure amministrative desiderose di darmi una mano; mica è facile tenere a bada un gruppo scatenato di creativi…), anticipando cosa poteva succedere in un esperimento mai provato, ma ci siamo riusciti e spesso con un sorriso. Abbiamo davanti una creatura ancora tanto debole e ancora da coccolare, ma è una “cosa” che ha grandi potenzialità, che si svilupperanno con la la fiducia reciproca e il rispetto dell’altro come collante del gruppo. Dai, scriveteci, venite a incontrarci. La porta è aperta.

Non vogliamo essere una ragione sociale, ma una ragione sociale di essere.

Sono svariati i motivi per i quali Rework 3.0 ha scelto di non essere una ragione sociale ma una rete libera. E nascono da una considerazione molto semplice: in Italia è praticamente impedito di imprendere a chi non ha capitali.

Costituire una piccola società senza avere soldi, per quanto geniale possa essere la vostra idea di business, significa resistere tre anni in attesa dell’agognato punto di pareggio anticipando tutti i costi, tasse, personale, costi di struttura. Il vostro fatturato dovrà essere sempre in crescita, altrimenti le spese correnti e la scadenze fiscali lo fagociteranno. Ben presto il sogno che avete cercato di costruire diventerà il vostro incubo, lavorerete non per il piacere di lavorare, ma per rincorrere le sue esigenze. Quelle che vi impediranno di trattare bene chi lavora, voi compresi, perché o fate profitto o fallite. E sì che voi volevate solo fare il vostro lavoro. La Costituzione italiana, nell’articolo quattro parla chiaro: il lavoro è un vostro diritto ma anche un dovere. Volevate contribuire ad una società più giusta, magari creare lavoro e benessere, ma avevate un difetto: eravate “poveri”.

In questo sistema, imprendere è riservato a chi ha capitali. Noi vorremmo che  fosse aperto anche a chi ha le idee ma non i soldi. Siamo stanchi del mercato del lavoro, il mercato degli schiavi. Un sistema che ha dimostrato ampiamente di non funzionare ma che continua a essere dominante. Lamentarsi non serve però, servono idee.

Noi ci siamo spremuti, e dopo aver sbattuto la testa un bel po’ di volte, immaginando cooperative, onlus e chi più ne ha più ne metta, ci siamo accorti che non siamo sbagliati noi, che vogliamo imprendere ma non siamo facoltosi, e nemmeno chi i soldi ce li ha e investe con difficoltà nel lavoro, ma questo sistema.

Perciò l’unica soluzione è ripensarlo: Chi ha detto che si fa così? Chi ha detto che per fare impresa dobbiamo per forza costituire una società che rivende il nostro lavoro e le nostre idee? Non bastano le nostre partite IVA che si organizzano in una libera rete per vendere direttamente i loro servizi? Sicuri che sia vero che il profitto può essere ottenuto solo sottopagando chi lavora perché il mercato gioca al ribasso? E se si togliesse al mercato il margine che gli permette di giocare al ribasso? E se esistesse un modo etico di fare impresa eliminando i mark up, i costi di struttura e i ricarichi di profitto e si vendessero i servizi direttamente al prezzo equo di chi lavora? Il committente non risparmierebbe? E se magari risparmiasse il 50% lo sconvolgerebbe davvero molto ricevere cinque fatture invece di una? E se per raggiungere il break even point, invece di usare un capitale si usasse il volontariato? Per esercitare quel diritto al dovere che sancisce l’articolo quattro della Costituzione?

Bene. Noi lo abbiamo fatto. Ci siamo uniti in una rete solidale, la abbiamo chiamata Rework 3.0 e ognuno ha messo a disposizione degli altri le proprie idee, le proprie capacità professionali, la propria voglia di lavorare, smettendo di considerarci l’un l’altro dei competitor, e guardandoci invece come opportunità, pensando che il benessere personale può venire solo da quello collettivo.

E oggi eccoci qui, in tanti. Con questo sito, con degli spot che ci pubblicizzano, con un programma e obiettivi seri, strutturati come un’azienda, ma liberi. Con i primi contatti di lavoro, con le amministrazioni pubbliche che firmano protocolli di collaborazione con noi, aperti a tutti quelli che vorranno entrare nella nostra rete condividendo con noi il nostro modo vedere il mondo del lavoro e di reagire. E non ci abbiamo messo tre anni, ma solo pochi mesi. E non abbiamo speso un euro. Siamo partiti, il bello comincia adesso.

Ecco perché non ci piace essere una ragione sociale, ma una ragione sociale di essere. Non serve crescere e fare profitto a scapito dei bisogni della gente, ma lavorare tutti e avere benessere diffuso. Scoprite anche voi Rework 3.0. Vi cambia la vita.