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Milano 11 febbraio 2017

Quasi quarant’anni.

Anche Davide ha battuto Golia, ieri come oggi.di Giulio Trevisani

GIULIO_06.02.2017Lo scorso 30 gennaio allo SPAZIO MELAMPO di Milano l’Associazione si è presentata al pubblico iniziando così il suo quinto anno di attività.  Nei primi quattro abbiamo svolto azioni di intercettazione del disagio in quelli che erano i Consigli di Zona e che oggi sono Municipi. Abbiamo incontrato donne e uomini che si rivolsero a noi per raccontare la loro storia di disagio e di difficoltà, storia che nessuno di loro avrebbe mai resa pubblica perché nessuno di loro ha ciò che viene definita come “coscienza di classe”. Un libero professionista, un artigiano, un autonomo non dirà mai pubblicamente che è in difficoltà perché equivarrebbe a togliergli la possibilità di avere lavoro. Chi voi si fiderebbe di una persona che è senza lavoro? Chi di voi non penserebbe che se si trova in questa situazione se l’è cercata? Oppure non è stato capace di cavarsela e quindi vale poco?
Da qui nacque l’idea, poi divenuta realtà, della prima rete di lavoro indipendente: REWORK 3.0 .

Ritorno con la memoria agli anni ’80, alla “Milano da bere”, a quel modo di vivere dove tutto andava bene.
Un mondo nel quale tutto andava bene, c’era lavoro, c’era la “gente” che stava bene, che produceva.
Almeno in apparenza.

Era infatti fumo, finzione.

Sicuramente funzionava per pochi, ma tutti gli altri stavano al gioco nella speranza non si sapesse che cercavano commesse, clienti, affari. Sull’onda appunto di un benessere fittizio. Erano gli anni di MILANO 2 di cui pochissimi oggi ricordano le origini. Erano gli anni nei quali ciò che contava più che essere era apparire. Perché appunto sull’apparenza si creava la credibilità delle capacità che magari erano finte. Ma tutto andava bene e il denaro scorreva, scorreva, scorreva…

Poi arrivo MANI PULITE e quel castello di carte crollò. Perché si prese coscienza di un sistema marcio e inaccettabile che aveva in tantissimi casi messo le persone per bene – che erano e sono tantissime – nella condizione di essere accomunati agli evasori e ai furbi.

Tante persone normali che passavano per ciò che non erano, alimentando una spietata guerra tra chi svolgeva un lavoro dipendente, e quindi con coscienza di classe, e chi invece giocava sulla propria pelle con onestà e fatica privo di qualsiasi coscienza di classe che poi vuol dire solidarietà di categoria, attenzione dei media, della politica.

La Seconda Repubblica promise o cercò di promettere cambiamenti ma che invece portarono alla ormai nota globalizzazione e ad un edonismo sfrenato nel quale, seppure in forma e modo diverso, ancora apparire era più importante che essere. Poi arrivò il tanto temuto e per molti inaspettato 2008 nel quale la gigantesca bolla finanziaria esplose aprendo di fatto e palesemente la spaventosa crisi che scavò sempre più il divario tra le persone mandando in crisi la società.
E’ storia nota ed anche abbastanza recente e quindi è storia di tutti.

Oggi, che finalmente concetti come solidarietà, sostenibilità, condivisione, eticità hanno fatto breccia nell’immaginario collettivo e nelle corde di molti è ora che di questi temi si faccia realtà.

Per questo la nostra Associazione intende promuovere incontri con i cittadini e chiede, a chi ne ha la possibilità, di promuoverli e organizzarli affinché venga messo a conoscenza e dibattuta la proposta di Albo Etico d’Impresa del Comune di Milano (ma ci auguriamo che anche altre città ne vogliano parlare) che ormai da un anno portiamo all’attenzione dei media e della politica.