Milano 3 Luglio 2016

1° TAVOLO PERMANENTE PER IL LAVORO

di Giulio Trevisani
Giovedì 7 luglio 2016 la nostra Associazione propone la prima assemblea pubblica alla quale invita tutti Cittadini che hanno a cuore la questione gravissima della mancanza di lavoro a MIlano e nel resto del Paese. Lo chiedono le donne e gli uomini che svolgono o che hanno svolto la loro attività nel vastissimo mondo del lavoro autonomo. Additati per anni come "evasori", mai agglomerati in un sindacato, privi di ogni coscienza di classe hanno deciso che è giunto il momento di incontrarsi e guardarsi in faccia per costruire insieme le nuove e indispensabili basi affinché si possano presentare al nuovo Sindaco per questa futura Consiliatura idee credibili e costruttive. Non polemica, non lamento, non protesta. Ci troveremo tutti attorno a un tavolo vuoto su cui, nel tempo non Continua...

Milano 20 Luglio 2014

Mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini impegnati possa cambiare il mondo.

In effetti è così che è sempre andata. (Margaret Mead)di Luca Belloni
Da tempo ero convinto dell’utilità di un network di conoscenze per affrontare la crisi e creare un nuovo modo di lavorare. Scoprire che stava nascendo l’idea ancora embrionale di una rete di professionisti che volevano cooperare in forma solidale mi aveva incuriosito. Incontrare Duccio e Giulio al di fuori del progetto di Articolo 4 e confrontarsi con il loro entusiasmo mi ha convinto subito a provarci. La prima assemblea dei reworker è inizialmente rappresentabile come un curioso gruppo di personaggi eterogenei che non si erano mai visti prima, che hanno passato qualche minuto a scrutarsi ma che, in breve tempo, hanno capito che c’era un sentire comune e hanno cominciato ad elaborare un disegno sull’embrione dell’idea. Già durante quel primo incontro si è avvertito lo Continua...

Milano 19 Luglio 2014

Manca il bottone… “spegni”

“C'è una lotta di classe, è vero, ma è la mia classe, la classe dei ricchi che sta facendo questa guerra, e la stiamo vincendo” Warren Buffettdi Duccio Monnini
Ecco Warren, c'è un'altra classe, quella che della tua guerra se n'è accorta, quella che al mercato del lavoro, o meglio degli schiavi, non ci crede. Quella a cui non interessa un lavoro qualunque per una cifra qualunque, ma ama il proprio lavoro e vuole farsi pagare il giusto. Si chiama classe cognitiva. Quella che ha trovato il modo per far sì che anche i poveri possano imprendere sebbene le leggi fatte dai tuoi amici in barba alla Costituzione lo rendano impossibile. E senza violare alcuna legge, con il volontariato e la solidarietà per abbattere i costi di startup. Saranno mille reti di lavoro indipendente che fermeranno la tua arroganza, caro Warren. Non sarà oggi, non sarà domani, ma presto quelli come te smetteranno di sfruttare chi ha le idee grazie alle quali voi Continua...

Milano 12 Luglio 2014

Non vogliamo essere una ragione sociale, ma una ragione sociale di essere.

C'è un modo nuovo di fare impresa,libero, etico, solidale. E a costo zero.di Duccio Monnini
Sono svariati i motivi per i quali Rework 3.0 ha scelto di non essere una ragione sociale ma una rete libera. E nascono da una considerazione molto semplice: in Italia è praticamente impedito di imprendere a chi non ha capitali. Costituire una piccola società senza avere soldi, per quanto geniale possa essere la vostra idea di business, significa resistere tre anni in attesa dell’agognato punto di pareggio anticipando tutti i costi, tasse, personale, costi di struttura. Il vostro fatturato dovrà essere sempre in crescita, altrimenti le spese correnti e la scadenze fiscali lo fagociteranno. Ben presto il sogno che avete cercato di costruire diventerà il vostro incubo, lavorerete non per il piacere di lavorare, ma per rincorrere le sue esigenze. Quelle che vi impediranno Continua...