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Milano 22 gennaio 2017

Il diritto ad un’opportunità.

Costruire proposte concrete per le donne e gli uominidi Giulio Trevisani

Molte, troppe persone in questo Paese che hanno svolto l’attività come autonomi, indipendenti e professionisti patiscono non solo la mancanza di lavoro ma in primo luogo l’impossibilità di ripartire.
Di tornare a lavorare, pagare le tasse, poter consumare, avere diritto alla serenità, poter vivere insomma.
Troppi cercano oggi la “dignità” – bene primario dell’essere umano – che è stata persa.

E smettiamola anche di sostenere che chi si trova in questa situazione grave “se l’è cercata” perché “prima ha fatto quel che gli pareva” eludendo le regole e le tasse.

Davvero basta!

Cominciamo, ma veramente questa volta, a cercare soluzioni. E facciamolo partendo da dove è possibile, dal piccolo forse ma che è attorno a noi: partiamo dal Comune della nostra città, da Milano. E facciamolo con idee che nascono dalla necessità reale delle persone e dalla concreta attenzione alla vita e non sempre e comunque da grandi promesse che hanno il solo scopo di creare consenso. Vogliamo che chi ci governa e amministra – e che in tanti hanno votato ed eletto – si sporchi le mani e le affondi in quella melma dove molte donne e uomini si trovano e nella quale ogni giorni si affonda sempre più.

Certo è difficile, scomodo, spesso imbarazzante poiché è un tema trasversale e non appartiene a una forza politica o all’altra. Per noi, per l’Associazione Articoloquattro, in questi anni sarebbe stato facilissimo – e spesso conveniente e grande collettore di consensi – mutuare il “forconismo” e il malcontento. Troppo facile cavalcare il disagio e la povertà contro un “establishment” costituito urlando malessere comunque.

Lo abbiamo fatto con consapevolezza e misura, forse troppo timidamente perché la discrezione fa parte della nostra cultura. Ma quel tempo è terminato e inizia l’epoca, pur mantenendo con forza i princìpi e i metodi che fin qui ci hanno guidato, delle ferme e forti richieste.

Per questo il prossimo 30 gennaio, data nella quale inizia il nostro quinto anno di attività, faremo il punto e sarà occasione di mettere in chiaro – forse con meno riservatezza – di cosa ci sia veramente bisogno in questa città perché rinasca la speranza.