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Milano 21 luglio 2014

Deponete le armi!!

Rework3.0 si presenta. Mercoledì 25 giugno, Giulio Trevisani e Duccio Monnini di Rework3.0 hanno illustrato il funzionamento, la sfida e la filosofia del network al SUC, il coworking solidale di ReRePredi Andrea Piatesi

La guerra dei lavoratori autonomi può diventare progetto comune?

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A partire da questo interrogativo, il SUC Spazio Ufficio Condiviso, il coworking solidale creato dalla Rete Redattori Precari di Milano, ha invitato Rework 3.0 a presentarsi alle lavoratrici e ai lavoratori dell’editoria.

Nell’inverno 2012-2013, le principali case editrici milanesi hanno preso a pretesto la “riforma Fornero” per procedere a una serie massiccia di esternalizzazioni, secondo un modello di publishing “leggero”. Naturale quindi che ReRePre guardi con interesse alla proposta di Rework, per sfuggire alla guerra del tutti contro tutti o allo sfruttamento da parte dei service editoriali.

Con Duccio Monnini e Giulio Trevisani, per Rework, erano ospiti del SUC le traduttrici del network Idiorama.

L’idea di Rework di garantire i professionisti del settore cognitivo non attraverso una forma di rappresentanza ma grazie a un modello di lavoro innovativo ha acceso la curiosità. La discussione ha toccato i temi della democrazia interna, dell’eticità delle commesse, della fiscalità, e naturalmente dell’adattabilità della rete solidale ai diversi contesti.

L’editoria rappresenta un settore spinoso, sia dal punto di vista operativo – il mestiere di redattore è vincolato solo all’oggetto libro? operare in gruppo aumenterebbe la qualità e quantità delle commesse? –, sia da quello del mercato – in un mercato dove i service sono impegnati in una corsa al ribasso, il modello Rework può garantire un compenso equo per il singolo professionista? Dall’incontro sono emerse numerose sollecitazioni utili, e si sono intrecciate connessioni preziose per incorporare progressivamente nella rete di Rework anche i mestieri “ad alto rischio di precarizzazione” del campo editoriale.